Domanda: come ci vedono gli svedesi?
Dopo quasi un anno di "esilio", il nostro rapporto con la (non così) lontana Italia è un po' cambiato.
Non sto dicendo che non ci sentiamo più italiani, ma forse riusciamo a vedere le cose con un po' più di distacco e posso provare a dare una risposta...
Già durante la mia prima "gita" in scandinavia nel '97 avevo avuto l'impressione che qui ci fosse un certo feeling per l'Italia... sicuramente la nostra penisola è una delle mete turistiche preferite (le città d'arte e lo sci alpino in particolare) e spesso nell'immaginario degli svedesi con cui parliamo è un po' come se abitassimo in un casolare tra gli ulivi della Toscana o a quattro passi da Piazza S.Marco.
Italia è anche spesso sinonimo di mangiar bene, buon vino, vestiti eleganti, profumi, scarpe alla moda. E questa fama è sapientemente alimentata dalle nostre aziende che investono molto in pubblicità, rendendo i prodotti italiani forse i più reclamizzati dopo quelli locali.
Altro brand italiano onnipresente è il calcio... in quanto a sport gli svedesi sono onnivori e la serie A è da sempre abbastanza seguita (tutti conoscono Udine grazie all'Udinese), ma da quando nel Milan gioca Ibrahimovic, qua sono diventati tutti milanisti (a parte gli irriducibili del Manchester o del Barça). Purtroppo per loro in questo non trovano grandi spazi di discussione con me!
Negli ultimi giorni purtroppo l'Italia è stata citata spesso nei notiziari svedesi, prima a causa dell'attentato di Brindisi, poi per il terremoto, per il quale c'è stata molta apprensione.
Se l'Italia gode di un'ottima reputazione, il popolo italiano è meno fortunato.
Intendiamoci: non mi sono mai sentito offeso o trattato con poco rispetto (anche perché gli svedesi sono molto corretti con chiunque), ma spesso emerge una visione di noi abbastanza folkloristica: siamo casinisti, disorganizzati, simpaticoni ma inaffidabili... come nel migliore dei luoghi comuni.
La mia impressione è che - pur trattandosi di luoghi comuni - sotto sotto colgano bene l'immagine che diamo di noi all'estero (e, che ci piaccia o no, sono un po' parte del nostro DNA nazionale).
Da un lato sul lavoro vedo spesso visioni contrapposte che si scontrano (e sono anni che ho contatti lavorativi con la Svezia) e noi facciamo sempre la parte dei ritardatari, disorganizzati e poco affidabili, urliamo al telefono, non riusciamo a parlare senza gesticolare,...
Dall'altro la nostra immagine pubblica è scesa ai minimi storici alla fine del 2011 e ci vorrà ancora tempo prima che si esauriscano le battutine sul Bunga Bunga (a seguire il naufragio del Giglio e tra un po' potrebbero accorgersi dei pasticci leghisti...).
... a noi emigranti l'arduo compito di dimostrare che che non siamo così malmessi!
;)
Dopo quasi un anno di "esilio", il nostro rapporto con la (non così) lontana Italia è un po' cambiato.
Non sto dicendo che non ci sentiamo più italiani, ma forse riusciamo a vedere le cose con un po' più di distacco e posso provare a dare una risposta...
Già durante la mia prima "gita" in scandinavia nel '97 avevo avuto l'impressione che qui ci fosse un certo feeling per l'Italia... sicuramente la nostra penisola è una delle mete turistiche preferite (le città d'arte e lo sci alpino in particolare) e spesso nell'immaginario degli svedesi con cui parliamo è un po' come se abitassimo in un casolare tra gli ulivi della Toscana o a quattro passi da Piazza S.Marco.
Italia è anche spesso sinonimo di mangiar bene, buon vino, vestiti eleganti, profumi, scarpe alla moda. E questa fama è sapientemente alimentata dalle nostre aziende che investono molto in pubblicità, rendendo i prodotti italiani forse i più reclamizzati dopo quelli locali.
Altro brand italiano onnipresente è il calcio... in quanto a sport gli svedesi sono onnivori e la serie A è da sempre abbastanza seguita (tutti conoscono Udine grazie all'Udinese), ma da quando nel Milan gioca Ibrahimovic, qua sono diventati tutti milanisti (a parte gli irriducibili del Manchester o del Barça). Purtroppo per loro in questo non trovano grandi spazi di discussione con me!
Negli ultimi giorni purtroppo l'Italia è stata citata spesso nei notiziari svedesi, prima a causa dell'attentato di Brindisi, poi per il terremoto, per il quale c'è stata molta apprensione.
Se l'Italia gode di un'ottima reputazione, il popolo italiano è meno fortunato.
Intendiamoci: non mi sono mai sentito offeso o trattato con poco rispetto (anche perché gli svedesi sono molto corretti con chiunque), ma spesso emerge una visione di noi abbastanza folkloristica: siamo casinisti, disorganizzati, simpaticoni ma inaffidabili... come nel migliore dei luoghi comuni.
La mia impressione è che - pur trattandosi di luoghi comuni - sotto sotto colgano bene l'immagine che diamo di noi all'estero (e, che ci piaccia o no, sono un po' parte del nostro DNA nazionale).
Da un lato sul lavoro vedo spesso visioni contrapposte che si scontrano (e sono anni che ho contatti lavorativi con la Svezia) e noi facciamo sempre la parte dei ritardatari, disorganizzati e poco affidabili, urliamo al telefono, non riusciamo a parlare senza gesticolare,...
Dall'altro la nostra immagine pubblica è scesa ai minimi storici alla fine del 2011 e ci vorrà ancora tempo prima che si esauriscano le battutine sul Bunga Bunga (a seguire il naufragio del Giglio e tra un po' potrebbero accorgersi dei pasticci leghisti...).
... a noi emigranti l'arduo compito di dimostrare che che non siamo così malmessi!
;)














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