domenica 7 agosto 2011

Pomeriggio all'italiana

Cos'hanno in comune un veterinario, un'insegnante, qualche medico, un'infermiera, un paio di ingegneri e altrettanti informatici, un metereologo, un lavoratore autonomo e una serie di bambini e ragazzi di tutte le età riuniti a mangiare un delizioso tiramisù? Beh, sono tutti italiani in Svezia con cui abbiamo passato un sabato pomeriggio davvero piacevole.

Prima di partire per il nord, cercavamo su internet informazioni sulla scuola in Svezia e siamo capitati sul blog di Silvia e Gabriele, per poi scoprire che Gabriele è originario di Latisana e abita a Norrkoping! Tramite loro abbiamo conosciuto Michele e Tiziana, anche loro provenienti dalla nostra regione ed emigrati in Svezia da circa un anno assieme alle loro bimbe, Lisa ed Emma. Sabato Michele festeggiava il compleanno ed è riuscito a creare una splendida occasione di incontro con un bel gruppetto di italiani che vive in questa zona.

Una delle prime cose che ha detto Bianca è stata: "Finalmente dei bambini che parlano in italiano come noi!" e penso che questo renda perfettamente il loro stato d'animo. Hanno giocato per almeno 4 ore assieme agli altri bimbi, correndo, inventando giochi con niente e tornando vicini solo per mangiare!

Ma per me e Alberto è stato altrettanto piacevole conoscere le storie delle altre persone che hanno deciso di lasciare l'Italia per venire a vivere in Svezia, sentire i loro racconti, le difficoltà, le differenze...

Per la nostra famiglia è stato diverso: noi non abbiamo deciso di prendere e venire via, abbiamo accettato una proposta di lavoro, per un tempo determinato. Siamo partiti sapendo già dove avremmo vissuto e lavorato. Io non ho cambiato azienda, e nemmeno capo, sono solo in un'altra società del gruppo che oltretutto conoscevo già bene. E' vero che se ci avessero chiesto di partire, che ne so, per l'Ungheria, forse non avremmo detto di sì. La Svezia ci è sempre piaciuta, e ci piace l'idea di far fare un'esperienza ai nostri bambini in questo paese. Ma non credo che saremmo mai stati capaci di prendere e partire, così.

Per questo è stato ancora più bello poter ascoltare chi invece ha fatto una scelta diversa, una scelta cercata e voluta, non capitata. E diciamo la verità: forse chi vive in Svezia da tempo non sente la mancanza di quelle cose che ti fanno sentire a casa. Ma noi siamo qui da poco e per me è stato davvero... "rilassante" poter parlare nella mia lingua per commentare la solita politica italiana piuttosto che le abitudini o i cibi svedesi, mangiare il tiramisù e bere il caffè (quello vero).
Quindi grazie a Michele e Tiziana!

Ok, sono il cliché dell'italiano all'estero che va a cercarsi la pizza. Ma domani ricomincerò con l'inglese, circondata dallo svedese (e sicuramente imparerò anche lo svedese), mangerò qualcosa con salsa e patate in mensa e berrò il caffè-brodo. Ma per un pomeriggio è stato bello sentirsi un po' a casa. Insomma, sono proprio d'accordo con Bianca!

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