domenica 9 dicembre 2012

Pulka!

Ieri mattina i nuvoloni grigi che hanno portato tutta la neve di questi giorni si sono aperti ed hanno dato spazio ad una bellissima giornata di sole.
Così abbiamo deciso che era ora di tirar finalmente fuori le slitte (pulka) e aprire la stagione!


Il luogo preferito dai nostri due esperti è una discesa nei paraggi della scuola di Fransesco, che ha una difficoltà tecnica superiore alla più vicina Collina del Mulino (Korskullen).



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Il pericolosissimo Salto della Morte :-)

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Nonostante i -13, ci siamo fatti una bella sudata (il clima è secchissimo e il freddo si sente poco) e dopo un'oretta di acrobazie le energie cominciavano a scarseggiare, soprattutto al momento di risalire con la slitta al traino...


Facile immaginare la velocitá con cui - una volta a casa - ci siamo spazzolati una bella dose di spaghetti all'amatriciana!


Questa invece è la vista dalla finestra del salotto di casa nostra

... e questo il motivo per cui le finestre in Svezia si aprono verso l'esterno!

Ecco infine alcuni scatti presi oggi pomeriggio al volo nella strada tra Norrköping e Söderköping







domenica 2 dicembre 2012

È arrivata!


Ci siamo: è arrivato l'inverno!!
Da qualche giorno le temperature sono bruscamente scese e finalmente ci siamo sbarazzati della pioggia che ci accompagna quasi ininterrottamente dalla scorsa primavera (non ne potevamo più!).



E così eccola qua: la prima nevicata dell'inverno!
Essendo arrivata giusto in tempo per la prima domenica di avvento, quando ormai tutte le luminarie sono pronte e i mercatini riempiono le piazze, la neve ha fatto tutti felici...


Il freddo proseguirà nei prossimi giorni (previsioni per domani: -11 di massima -17 di minima) per cui la neve durerà ed aumenterà... ma per fortuna qui sono ben attrezzati: le strade sono pulite (anche le rotaie dei tram) i vestiti pesanti e gli slittini sono pronti per l'inverno!



martedì 27 novembre 2012

Tiramisu!

Lo avevo promesso da mesi, ai miei colleghi: "Prima o poi vi faccio assaggiare una pizza degna di questo nome!" Venerdì scorso li ho finalmente invitati a cena (5-6 colleghi, alcuni con i bimbi al seguito) e:

- all'arrivo ho offerto loro un antipasto a base di salame, olive, parmigiano (tutti di rigorosa importazione) accompagnati da un ottimo vino rosso (che hanno appena assaggiato perché tutti dovevano guidare)

- abbiamo proseguito con 6 teglie di pizza di diversi gusti (devo attrezzarmi con un forno più capace, ormai sta diventando una produzione di serie!)

- degna conclusione: il tiramisu! E, se la pizza è piaciuta, il dolce li ha proprio mandati in estasi!

Siamo rimasti che la prossima volta faremo la serata pasta... E se funziona, posso sempre mollare tutto e aprire un (vero) ristorante italiano qui in Svezia! Non si sa mai...

Dimenticavo: abbiamo parlato svedese tutta la sera. Ok, da parte nostra la conversazione non è ancora così brillante, ma pian piano si va avanti!

mercoledì 24 ottobre 2012

Kalas!


Circa un anno fa, tutte le volte che Francesco riceveva qualche invito ad un compleanno era una piccola tragedia: lui non ci voleva andare, perché non sapeva parlare bene svedese ed era terrorizzato all'idea di stare in mezzo ai suoi scatenati compagni senza riuscire ad interagire. Noi, da parte nostra, cercavamo di insistere un po'. Ricordo di averlo accompagnato ad un compleanno al bowling e di essermene venuta via lasciando lui in lacrime, perché non voleva restare e trascinando Bianca in lacrime, perché non voleva venire via.

Bianca prepara la torta...
A dimostrazione di quanto siano cambiate le cose in un anno, Ciccio ha iniziato a pianificare la sua festa di compleanno (kalas, appunto) con un mese abbondante di anticipo: ha stilato liste, corretto lo svedese degli inviti preparati da Alberto, scritto indirizzi, incollato francobolli, preparato giochi e pensato menu. Bianca era entusiasta dell'idea quasi quanto lui e ha scartabellato libri di ricette, pianificato altri giochi e partecipato attivamente a tutti i preparativi.

Effettivamente un anno fa non saremmo stati nemmeno in grado di organizzare un compleanno secondo le regole del galateo svedese relativo alle feste dei bambini. Un mio collega (straniero come noi, ma che ha vissuto qui in Svezia per diversi anni) ha riassunto i compleanni in questo modo: "Li porti; due ore e te li restituiscono ripieni di zucchero!" Più o meno il concetto è quello. Perché:

1) le feste di compleanno hanno un inizio e una fine! I bambini ricevono l'invito dalle.. alle... E puntuali, mi raccomando! La festa di Ciccio era dalle 13.30 alle 16.30. Bene, nessun bambino è arrivato dopo le 13.32 e nessuno se n'è andato dopo le 16.32. Non scherzo! Chiedetelo ai nostri amici italiani di Norrköping, che invece sono rimasti con noi allegramente fino alle sei o giù di lì, come ben si conviene ad un gruppo di italiani che cerca di prolungare le feste il più possibile!

...e Ciccio impacchetta caramelle
2) è buona norma concludere la festa di compleanno con una caccia al tesoro. Il premio consiste (chi l'avrebbe mai detto!) in un sacchetto colmo di caramelle per ciascun piccolo invitato. Dopo lunghe discussioni se adeguarci o meno a questa usanza, siamo stati convinti dal festeggiato che sostiene che se i bambini vanno a casa senza caramelle ci restano male. Notare che noi a casa abbiamo tonnellate di caramelle racimolate dai bambini ai vari compleanni...

E poi abbiamo imparato (sempre dal guru dei compleanni, ovvero Ciccio) che gli inviti generalmente si mandano a casa con almeno 3 settimane di anticipo, che si organizzano giochi per gli invitati, ma nessuno deve sentirsi obbligato a partecipare (democrazia e condivisione ovunque...) e che c'è anche un ordine in cui si fanno le cose (tipo mangiare/giochi/torta o mangiare/torta/giochi), ma abbiamo fatto confusione e così abbiamo fatto a modo nostro!


Comunque è andata bene: dei 28 (!!!) bambini invitati da Ciccio, tra compagni di classe, del frita e italiani, hanno partecipato una ventina; siamo riusciti a spiegare i giochi, con qualche incomprensione solo nella caccia al tesoro, e abbiamo restituito alle famiglie i bambini sufficientemente sudati, macchiati e sazi (la pizza ha avuto un grande successo), come dopo ogni compleanno che si rispetti!

mercoledì 10 ottobre 2012

BlogFesten a Stoccolma

E' ormai consuetudine tra gli esuli italiani in terra svedese organizzare una volta all'anno un raduno tra bloggers (e non); così lo scorso fine settimana ci siamo spostati tutti a Stoccolma per la quarta edizione della BlogFesten.
Il luogo prefissato per l'incontro era l'ufficio del gentilissimo Mauro, che da anni risiede a Stoccolma ed è uno dei pilastri della nostra piccola comunità.
L'ufficio in questione comprende un'attico al 18° piano di uno dei 5 palazzoni che sono stati eretti negli anni '60 in pieno centro della città. Visti da sotto sono poco eleganti ed impattano molto sul paesaggio... ma devo dire che dalla loro sommità il panorama è fantastico!!



Ci siamo ritrovati in tantissimi... una trentina almeno, con un nutrito gruppo di bambini di tutte le età; anche se il pretesto della festa è quello di far conoscere di persona i vari bloggers, di fatto al web abbiamo preferito le specialità culinarie che ognuno aveva portato!



Nonostante il via-vai di gente e il numero di bambini, gli uffici di Mauro sono usciti incolumi dalla giornata ... spero (altrimenti non ci ospitano più!!)
Abbiamo passato un bellissimo pomeriggio chiacchierando e scambiandoci le nostre esperienze... la sensazione penso condivisa da molti è che il numero di connazionali che si trasferiscono (soprattutto con bambini piccoli) è in costante aumento. Non siamo certo ai livelli degli anni '60, ma ormai conosciamo un sacco di gente per lo più con una laurea, che ha deciso di ricominciare una vita al Nord...
 



Bianca travestita da Mauro, travestito da svedese
Dopo una notte in ostello, la domenica abbiamo approfittato del rarissimo Sole per fare un bel giro per la città ed abbiamo passato qualche ora nella biblioteca per ragazzi nella Kulturhuset (Casa della Cultura).



lunedì 10 settembre 2012

NT-Knatet

Lo scorso anno, a fine agosto, Francesco aveva portato a casa un avviso (in svedese ovviamente) in cui si pubblicizzava l'NT-Knatet, "cosa" che si sarebbe tenuta all'inizio di Settembre ed alla quale lo avremmo potuto iscrivere.
Anche dandoci dentro di traduttore e vocabolario non abbiamo capito di cosa si trattasse precisamente ed abbiamo deciso di ignorare il messaggio (... a volte è frustrante essere in terra straniera!).
Quest'anno le cose sono andate molto meglio e quando è arrivato l'avviso abbiamo finalmente capito di cosa si trattasse: il Norrköpings Tidnigar (corrispettivo del Messaggero Veneto, per chi ci legge dalla tiare mari) organizza ogni anno una corsa per i bambini delle elementari.


Fanciulli e fanciulle si affrontano sulla distanza di 1 o 2 km (a seconda delle categorie di età) in una vera e propria festa dello sport.
Ci ha colpito la massiccia partecipazione di piccoli sportivi (circa 400 in tutto; 60 solo nella batteria di Fracesco!) e la professionalità dell'organizzazione.


Nel nostro piccolo è stata una soddisfazione vedere il Ciccio gareggiare fiero nella ressa dei suoi coetanei... più del piazzamento a metà classifica a noi ha fatto piacere vederlo così tranquillo e disposto a mettersi in gioco in un campo che non è il suo forte!


(altre foto sul sito dell'NT)

giovedì 6 settembre 2012

Il safari delle foche

Al rientro dalle vacanze ci siamo detti: prima che il tempo peggiori e le giornate si accorcino cerchiamo di fare ancora qualche giretto! Così abbiamo colto al volo l'occasione di partecipare ad una gita in barca organizzata in occasione degli Östgötadagarna sull'arcipelago con l'obiettivo di vedere le foche. Ce ne sono diverse in questa zona, a quanto pare, dato che alcuni colleghi le hanno viste anche nel canale che passa dietro la Luvata, l'azienda per cui lavoriamo qui a Söderköping.
Sabato scorso abbiamo quindi preparato il pranzo al sacco e siamo partiti da casa alle 9, assieme ai nostri amici italiani di Linköping, Sara e Marco, e le loro bimbe. Il tempo non prometteva niente di buono, ma si sa, in Svezia va così. Sulla barca (un'imbarcazione si cui stavano circa 40 persone e che solitamente viene usata per trasportare le pecore o le mucche sulle isole) tutto è andato bene fintanto che siamo rimasti all'interno dell'arcipelago: abbiamo visto due splendide aquile, molti cigni che non immaginavamo di trovare in mezzo al mare e altri uccelli di cui purtroppo non conosciamo i nomi.

Ma quando siamo usciti in mare aperto verso la zona in cui si trovano le foche le cose sono cambiate...
Premetto che il giorno dopo i nostri colleghi ci hanno preso in giro ("Ma non siete abituati ad andare in barca!") ma la situazione era più o meno questa: un vento gelido e forte che faceva dondolare allegramente la barca, la piccola Olivia che dormiva in braccio alla sua mamma, la quale aveva un faccia di un colore tendente al verde e tentava di ripararsi con una coperta dagli abbondanti spruzzi d'acqua che continuavano ad arrivare. Io che tenevo gli occhi chiusi cercando di non vomitare (con scarsi risultati alla fine...). Margherita in braccio al suo papà continuava a piangere disperata dicendo: "Non voglio mai più fare una gitaaaaaaaa!" (pensiero che tutti noi condividevamo al momento!). Il colorito di Ciccio non era migliore del mio, mentre diceva "E noi che ci aspettavamo una cosa bella e invece è tutto il contrario!", mentre Alberto non sembrava passarsela troppo male. E Bianca? Lei continuava a dire: "Ma io ho fame! Io vorrei mangiare! Ma quando ci fermiamo a fare fika? Hanno detto che ci fermiamo! Quando si mangia?" Alla fine si è messa a mangiare una pescanoce mentre tutti noi ci chiedevamo come ci riuscisse.
Va detto che nessuno dei nostri compagni di viaggio, a parte un paio di altre bimbe presenti, sembrava avere alcun tipo di problema né per il freddo, né per il vento, né per il movimento della barca o gli spruzzi d'acqua. Si trattava principalmente di persone oltre la sessantina, tutti ben equipaggiati per le intemperie e alcuni muniti di macchine fotografiche davvero notevoli (per l'invidia di Marco!).
A metà del viaggio ci siamo fermati su un'isoletta davvero splendida, anche se il tempo grigio non ci ha permesso di apprezzarla fino in fondo. Sulla terra ferma tutto è andato meglio (siamo proprio gente di pianura...) e anche il viaggio di ritorno è stato molto più tranquillo.
Come nelle migliori tradizioni fantozziane, è uscito il sole proprio quando siamo arrivati a casa. Ma, vista dalla terraferma, è stata comunque una bella avventura che tenteremo di ripetere, sperando in un tempo migliore.
E comunque di foche nemmeno l'ombra. A quanto pare c'era troppo vento anche per loro.