mercoledì 18 gennaio 2012

Vård av barn (ovvero: come fare se i bimbi si ammalano)

In questi giorni Bianca e' ammalata (niente di grave: soliti malanni di stagione). E come si fa se entrambi i genitori lavorano e non ci sono nonne, nonni, zii, zie, o aiuti di vario genere a portata di mano? Uno dei due genitori deve restare a casa. In Italia questo significa: prendere ferie, permessi o, in alternativa, andare dal pediatra e richiedere un certificato che attesti che il bambino ha bisogno delle cure di uno dei genitori. In quest'ultimo caso si ha diritto a permessi non retribuiti.

In Svezia invece i genitori possono prendere permesso dal lavoro per vård av barn (cura dei bambini) e questo tempo non e' retribuito dall'azienda ma dalla previdenza nazionale all'80% dello stipendio. In termini pratici funziona cosi': il genitore che rimane a casa va sul sito della Försäkringskassan (l'istituto di previdenza svedese), inserisce nell'apposita area il proprio personnummer (l'equivalente del codice fiscale) e quello del bambino, e dopo qualche giorno riceve (per posta o via email) un modulo da compilare con l'indicazione del numero di giorni in cui si e' rimasto a casa ad occuparsi del bambino malato. Rispedisce il modulo alla Försäkringskassan e in breve tempo riceve direttamente sul conto corrente l'importo che gli spetta. Semplice, no?

E non solo: il genitore ha diritto a questo "beneficio" anche nel caso in cui sia costretto a restare a casa perche' si ammala la baby sitter o la persona che normalmente di prende cura del bambino. Inoltre si possono prendere permessi per parte della giornata, oppure i genitori possono alternarsi (in questi giorni io e Alberto lavoriamo a turno, infatti: un giorno lui, un giorno io, poi un giorno e mezzo lui, poi io, ecc. E' bastato che andassimo entrambi sul sito e compilassimo due richieste per vård av barn). Poi ognuno di noi riportera' i giorni o le mezze giornate in cui e' stato a casa.

Se volete saperne di piu', date un'occhiata qui (tranquilli, e' in inglese!).

Chiaramente tutti accedono a questi permessi: operai, impiegati e  dirigenti, mamme e papa', indifferentemente. I bambini sono ammalati? Si sta a casa, e' normale, e' un diritto. E la famiglia, qui, viene prima del lavoro, per lo Stato e per le singole persone, quindi nessun capo ti dira' mai: "Non riesci a combinare in altro modo?". Noi ci preoccupiamo, ci scusiamo ("Mi spiace, non posso venire domani, ho i bambini malati."), ci sentiamo in colpa... Ma qui non c'e' affatto questo atteggiamento: faremo un altro giorno, un'altra volta!

C'e' anche il rovescio della medaglia: in certi periodi dell'anno, l'assenteismo per cura dei bambini mette davvero in difficolta' le aziende. Improvvisamente tutti spariscono, non c'e' abbastanza personale in fabbrica, non si riescono a pianificare riunioni perche' manca sempre qualcuno. Ma, a quanto pare, questo preoccupa piu' noi stranieri che lavoriamo qui che i colleghi svedesi, che per cultura e per atteggiamento, accettano con tranquillita' anche questi rallentamenti!

PS: a proposito di malattie... i nostri amici Silvia e Gabriele, che vivono nella vicina Norrköping, hanno riportato sul loro blog qualche interessante considerazione medica! Date un'occhiata...



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