mercoledì 21 marzo 2012

Qualcosa di cui sparlare

Premessa: ho avuto la conferma che per una donna è impossibile vivere senza chiacchierare. Non mi riferisco ai pettegolezzi, ma nemmeno a discorsi filosofici sui massimi sistemi. La chiacchiera consiste nell'incrociare i piccoli fatti di ogni giorno che caratterizzano le nostre vite ed è il modo per non sentirci troppo soli (anzi, sole) ad affrontare la realtà e soprattutto per ridimensionarla. Sapere che anche i bambini della tua vicina non vogliono lavarsi i denti o che anche la tua collega ha l'impressione di non riuscire mai a tenere la casa in ordine per più di 20 minuti rende i piccoli "problemi" di ogni giorno qualcosa su cui scherzare.

Ma veniamo a noi: spesso raccontiamo le particolarità di questo paese, e soprattutto le differenze con l'Italia. Commentiamo tra di noi o con gli altri "stranieri" lo stile di vita svedese, i luoghi comuni che ritroviamo nelle persone e nelle situazioni che incontriamo. E lo facciamo un po' come dei reporter, che tentano di essere distaccati e un po' ironici.

Ma poi, cosa vuol dire davvero vivere in un paese straniero, di cui non parli la lingua?

Vuol dire che al mattino porti i bambini a scuola e non chiacchieri con le altre mamme, perché non sai lo svedese (o non abbastanza) da poter commentare l'avviso che hanno mandato le maestre (e che tu hai tradotto con Google Translate). Vuol dire che non sai mai cosa "è normale" e cosa "è strano" (avere un paio  di pattini da ghiaccio per ogni componente della famiglia è normale; indossare gli occhiali da sole, anche quando c'è un sole basso e accecante, è strano). Vuol dire che non sai nulla di orari, abitudini e tradizioni delle persone attorno a te, che ti senti sempre un po' fuori sincrono, ti alzi più tardi, mangi più tardi e in generale sei sempre l'ultimo ad arrivare. Vuol dire che ti sembra di non riuscire mai a dire le cose come vorresti, perchè non conosci un numero sufficiente di termini e concetti. Vuol dire che c'è sempre qualcuno che ti deve spiegare perchè tutti ridono.

Vuol dire che non hai un sacco di cose a cui eri abituato: non dici più "Ma guarda che giornata, sembra primavera!" perchè la primavera ha altri colori e altri odori. Non fai il confronto tra questo inverno e quello passato, non pensi che l'anno scorso a quest'ora c'erano già i tulipani o avevi smesso di accendere il fuoco. Non ti ricordi neanche che è carnevale, non pensi che è proprio ora di mangiare i crostoli, perchè non ci sono carnevale né crostoli. Le canzoncine che tutti conoscono per te non significano niente.

E poi vuol dire che ogni giorno devi fare un po' di fatica, che niente è scontato o regalato e che impari, impari, impari e continui a imparare qualcosa di nuovo. E a volte, nonostante tutte le differenze (sì, perchè siamo diversi e non è un luogo comune: noi siamo molto più espressivi, meno posati e riflessivi, più diretti e confusionari), comunque, nonostante tutte le differenze, scopri di punto in bianco qualcosa in comune, da poter commentare e condividere, e cominci da lì.

Resta il fatto che le chiacchiere mi mancano... Al lavoro è diverso, lì si parla inglese, e si parla di lavoro. Il problema è fuori, quando gli altri (anzi, LE ALTRE) chiacchierano e io niente!! Finchè qualche anima gentile se ne viene fuori con qualche parola in inglese (o in svedese molto lento) per coinvolgermi nella conversazione.

Quindi ho deciso che devo imparare lo svedese per poter sopravvivere. Con l'inglese posso lavorare, fare la spesa, parlare con le maestre, col medico, col dentista e con la parrucchiera. Ma non posso chiacchierare!! E questo è veramente troppo da sopportare!



13 commenti:

  1. È che dopo aver imparato lo svedese, devi anche imparare il linguaggio corporeo svedese. A me sembra di fare un passo avanti e due indietro...

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  2. Även om google översätter konstigt, har jag förstått ditt dilemma. Jag jobbar ju varje dag med att få mina elever att förstå hur viktigt språket är för att känna sig delaktig och att vara med i samhället. Jag förstår att det är jobbigt när vi skrattar i kören åt snabba skämt som du inte förstår.

    I går berättade Lotta att hon träffat en av Sveriges mest berömda dirigenter, han hade uruppfört ca 800 körverk. Hon hade lärt sig att han lät kören sjunga färdigt på övningarna, utan att stanna när det lät hemskt och falskt, det var därför vi fick göra det.

    Men du lär dig svenska fort om du bara använder språket mycket! Francesco förstår ord som han inte har lärt sig i skolan, han räknar ut vad det betyder. I dag sa han: Jag vet inte, men låt mig gissa!

    Det finns föräldrar i skolan som bott i Sverige i 10-15 år utan att de har en aning om hur svenskar gör eller tänker. De håller sig bara borta från skolan, så du ser dem aldrig... Du kan redan mer än många.

    Francesco var den enda i barnkören som visste vad Palmsöndagen är...

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    1. Det är bra att jag kan förstå vad du skriver! :)
      Men tack... bara prata Svenska med mig och jag kommer att förstå, kanske.. en dag!

      And you are right, I shouldn't give up and just continue trying, even when it is difficult or I am too tired to make the effort of understanding! SO thanks for keeping me trying!

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  3. povera Ilaria!!! Ti siamo tutti vicini!! Invidio parecchio Francesco che è riuscito a dire "Jag vet inte, men låt mig gissa!" (non ho idea di come si pronunci!) ma la sua maestra ha ragione: c'è bisogno di esercizio quotidiano. I bimbi poi sono proprio spugne.
    Stavo pensando alle nostre mamme, bambine in paesi stranieri (come adesso i tuoi bimbi) e i nostri nonni ("emigrati" un po' come te e Alberto). Forse per voi però è più semplice perchè una lingua intermedia per poter comunicare ce l'avete. Col tempo verrà anche l'aquisizione dell'ostico svedese per le chiacchiere. Inanto ti mando un abbbbbbbrraaaaccccione pieno di ciacole (alla triestina).
    Stefania

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  4. Piccola chicca sugli italiani all'estero che ogni tanto rivanghiamo a casa: mia sorella Vera, a 4 anni, al suo primo giorno in Francia (e da piccola assomigliava tanto alla tua Bianca) ha approcciato con una bimba "indigena" dicendole: "Sinte tuà" e facendole il gesto di sedersi accanto a lei sul muretto di casa: un successo!!!

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  5. Anche per me i primi mesi furono molto difficili. L`ostacolo più arduo fu sicuramente la lingua e alla fine degli anni 60 non c`erano certamente i corsi di lingua per i nuovi arrivati.

    Studiavo lo svedese due pomeriggi alla settimana durante l`orario di lavoro, ma le innumerevoli nozioni grammaticali e le poche ore di conversazione non mi permettevano di comunicare con la gente, a volte mi sentivo uno stupido incapace e dicevo a me stesso: “Franco tu non imparerai mai questa lingua e non riuscirai mai ad integrarti.”

    Mi sbagliavo perché dopo circa un anno propio grazie alla lingua tutto era cambiato.Vedrai che sarà la stessa cosa anche per te. Avrai modo di conoscere tanti svedesi,interessanti e simpatici. Perchè tu sei una persona interessante e simpatica, grazie alla tua lingua che è l`italiano e perchè no, per le bellezze naturali della tua terra.
    Gli svedesi nutrono una grande ammirazione e un atteggiamento molto positivo nei confronti del nostro paese e degli italiani.
    Sono sicuro che molti di loro presto; diverranno tuoi carissimi amici.

    Un abbraccio.

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    1. Grazie... è bello sentire l'esperienza di chi ci è già passato... :)

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  6. Jag tycker att du gör framsteg hela tiden!

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    1. = Ilaria du är en perfekt elev!!

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  7. Ciao! Ho appena scoperto il tuo blog grazie alla segnalazione di un'amica, sono anch'io sbarcata (da pochissimi giorni) in terra scandinava e la lingua è difficile, ma mi sforzo mi sforzo! Non capire è da un lato straniante, dall'altro -per quanto mi riguardata, e sono qua veramente da troppo poco - mi sento anche piacevolmente protetta in un certo senso!
    Sto leggendo i tuoi post, molto interessanti... Commenterò!
    A presto!
    Martina

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    1. Innanzitutto benvenuta su al Nord!
      In quale parte della Svezia vivi? Forse saprai che c'è una bella comunità di italiani qui in Svezia... In bocca al lupo e aspettiamo tue notizie!

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    2. Sono a Uppsala... E voi? Siamo un bel po' di Italienska ;) si!
      Al momento sono nel Värmland per Pasqua ma mercoledì torno "a casa"... Adesso leggo il tuo post sulla pasqua, io sto vivendo con svedesi quindi mi stanno rimpinzando di uova sode e Påskmust, e mi viene un po' male fare foto, ma aggiornerò sulle usanze campagnole pasquali nei prossimi giorni!

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