sabato 7 aprile 2012

Glad Påsk! (tra streghe, piume e neve)

Come tutti gli emigrati, di solito approfittiamo delle feste per rientrare in Italia e salutare famiglia e amici. Ma questa volta i giorni di ferie erano troppo pochi per spostarci, così siamo rimasti quassù. In questo modo abbiamo avuto l'occasione di conoscere più da vicino le tradizioni della Pasqua svedese, alcune delle quali hanno davvero poco a che fare con le nostre!

Alberi di Pasqua davanti al Municipio
Tanto per cominciare, davanti a tutte le case sono comparsi gli alberi di Pasqua, ovvero mazzi di rametti secchi a cui sono attaccate piume dai colori fluorescenti. L'effetto è quello di un uccello tropicale spennato, ma non c'è abitazione, negozio, via o piazza privi di questa decorazione "artistica".

Il consumo di godis (caramelle, cioccolatini, dolcetti vari) è aumentato in modo esponenziale. Un negozio di Söderköping ha esposto uno striscione per vantare l'assortimento di schifezze a disposizione: ben 600, diceva, le solite 400 più 200 speciali per Pasqua!!! Al posto delle uova di cioccolato con la sorpresa, i bambini vanno a caccia di grandi uova di cartone strapiene di godis, che i genitori nascondono da qualche parte.

Se l'aspetto religioso della Pasqua nella laica Svezia è ben poco sentito, ci sono altre tradizioni di cui non avevo mai sentito parlare. Poco più di una settimana fa, ricevo una mail dalle altre mamme del Musikanten, che diceva così: "Care streghe di Pasqua, ci troviamo giovedì sera alle ore... a casa di... per volare assieme verso Blåkulla. Non dimenticate la scopa!" Eh?!?!??! Mi sono messa d'impegno per capire cosa cavolo volesse dire quella cosa, ma non ne sono venuta fuori! Così ho risposto alla mail chiedendo di cosa si trattasse, con gran divertimento degli altri genitori che davano per scontata una tradizione antichissima (un po' come se voi mandaste un invito a una festa di Carnevale a febbraio e qualcuno vi chiedesse di cosa si tratta!). La risposta mi è arrivata da una mamma (che di mestiere fa la pretessa!) e mi ha spiegato che un tempo si credeva che nei giorni di venerdì e sabato santo il male fosse più presente che mai sulla terra. Per scacciare le streghe e gli spiriti cattivi si facevano dei falò, tradizione più comune nella Svezia occidentale, piuttosto che sulla costa orientale, dove viviamo noi. E' rimasta però l'abitudine che le donne si trovino per mangiare qualcosa assieme, come le streghe che si trovavano per volare a far festa nel misterioso luogo chiamato Blåkulla. 

Ma non finisce qui: il giorno di giovedì santo anche i bambini si vestono da... Befane, alla fin fine, dato che si mettono un fazzoletto sulla testa e una gonna lunga, e sono molto simili alla nostra vecchietta del 6 gennaio. Così combinati vanno a suonare i campanelli e a chiedere gli immancabili godis. Anche al Musikanten la maggior parte dei bambini era vestita da Påsk kärringar, le streghe di Pasqua, e sono andati a cercare Blåkulla, dove hanno trovato (ci credereste?!) un gigantesco uovo pieno di dolcetti. Bianca si è voluta vestire da fata e sostiene imperterrita che Blåkulla è un posto dietro l'asilo!

Le violette sotto casa tentano di resistere...
Come dicevo nel post precedente, a volte è difficile "sentire" le ricorrenze e le stagioni se non c'è nulla di quello a cui siamo abituati. E proprio per non farci mancare niente di insolito, ieri abbiamo avuto una bella nevicata!

Un'ultima curiosità pasquale: le specialità culinarie del pranzo di Pasqua svedese sono le stesse del pranzo di Natale. C'è il prosciutto al forno (che a Natale di chiama julskinka, prosciutto di Natale, e adesso si chiama helgskinka, prosciutto delle feste), si beve la stessa bevanda che assomiglia alla Coca-Cola ma si chiama must (sempre in versione jul Påsk), si mangiano i crostini con il sill , l'aringa, e via dicendo.
Noi, da bravi italiani, ci ritroviamo con gli altri nostri connazionali che abitano qui al nord per mangiare uova e asparagi, torte salate e agnello al forno. Forse qualcuno è riuscito a importare anche una colomba. E Francesco e Bianca avranno l'immancabile uovo di Pasqua (niente godis) fornito dai nonni di Torsa.

E a loro, ai nonni di Lavariano, agli amici di ogni Pasquetta (e non solo di Pasquetta...), agli zii, alle zie, al mio amato coro (domani canterò pensando a voi...), a tutti i nostri amici e a voi che leggete, arrivi da quassù il nostro augurio per una Pasqua serena!

1 commento:

  1. ...si è perso il mio commento pasquale... beh, rimedio in ritardo.. Glad Påsk a tutti voi. Un abbraccio forte forte!
    Stef
    Buona Pasqua anche a Marianne!

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