mercoledì 24 ottobre 2012

Kalas!


Circa un anno fa, tutte le volte che Francesco riceveva qualche invito ad un compleanno era una piccola tragedia: lui non ci voleva andare, perché non sapeva parlare bene svedese ed era terrorizzato all'idea di stare in mezzo ai suoi scatenati compagni senza riuscire ad interagire. Noi, da parte nostra, cercavamo di insistere un po'. Ricordo di averlo accompagnato ad un compleanno al bowling e di essermene venuta via lasciando lui in lacrime, perché non voleva restare e trascinando Bianca in lacrime, perché non voleva venire via.

Bianca prepara la torta...
A dimostrazione di quanto siano cambiate le cose in un anno, Ciccio ha iniziato a pianificare la sua festa di compleanno (kalas, appunto) con un mese abbondante di anticipo: ha stilato liste, corretto lo svedese degli inviti preparati da Alberto, scritto indirizzi, incollato francobolli, preparato giochi e pensato menu. Bianca era entusiasta dell'idea quasi quanto lui e ha scartabellato libri di ricette, pianificato altri giochi e partecipato attivamente a tutti i preparativi.

Effettivamente un anno fa non saremmo stati nemmeno in grado di organizzare un compleanno secondo le regole del galateo svedese relativo alle feste dei bambini. Un mio collega (straniero come noi, ma che ha vissuto qui in Svezia per diversi anni) ha riassunto i compleanni in questo modo: "Li porti; due ore e te li restituiscono ripieni di zucchero!" Più o meno il concetto è quello. Perché:

1) le feste di compleanno hanno un inizio e una fine! I bambini ricevono l'invito dalle.. alle... E puntuali, mi raccomando! La festa di Ciccio era dalle 13.30 alle 16.30. Bene, nessun bambino è arrivato dopo le 13.32 e nessuno se n'è andato dopo le 16.32. Non scherzo! Chiedetelo ai nostri amici italiani di Norrköping, che invece sono rimasti con noi allegramente fino alle sei o giù di lì, come ben si conviene ad un gruppo di italiani che cerca di prolungare le feste il più possibile!

...e Ciccio impacchetta caramelle
2) è buona norma concludere la festa di compleanno con una caccia al tesoro. Il premio consiste (chi l'avrebbe mai detto!) in un sacchetto colmo di caramelle per ciascun piccolo invitato. Dopo lunghe discussioni se adeguarci o meno a questa usanza, siamo stati convinti dal festeggiato che sostiene che se i bambini vanno a casa senza caramelle ci restano male. Notare che noi a casa abbiamo tonnellate di caramelle racimolate dai bambini ai vari compleanni...

E poi abbiamo imparato (sempre dal guru dei compleanni, ovvero Ciccio) che gli inviti generalmente si mandano a casa con almeno 3 settimane di anticipo, che si organizzano giochi per gli invitati, ma nessuno deve sentirsi obbligato a partecipare (democrazia e condivisione ovunque...) e che c'è anche un ordine in cui si fanno le cose (tipo mangiare/giochi/torta o mangiare/torta/giochi), ma abbiamo fatto confusione e così abbiamo fatto a modo nostro!


Comunque è andata bene: dei 28 (!!!) bambini invitati da Ciccio, tra compagni di classe, del frita e italiani, hanno partecipato una ventina; siamo riusciti a spiegare i giochi, con qualche incomprensione solo nella caccia al tesoro, e abbiamo restituito alle famiglie i bambini sufficientemente sudati, macchiati e sazi (la pizza ha avuto un grande successo), come dopo ogni compleanno che si rispetti!

1 commento:

  1. AUGURONI FRANCESCOOOOO!!! in super ritardo ma sinceri!! Veramente anch'io per i compleanni delle mie figlie do sempre un'orario di inizio e uno di fine... dite che essendo in Italia non ho bon ton?
    Un abbraccio a tutti
    Stef

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