mercoledì 5 giugno 2013

Io Grillo

Come ogni anno, praticamente appena si sono sciolte e ultime nevi, è cominciato il tam tam commerciale per la stagione della griglia, che in Svezia dura praticamente fino a settembre-ottobre, con l'apice nei mesi estivi.
Probabilmente dietro a tutto ciò c'è un volume d'affari enorme, ma non è questo l'aspetto che mi interessa raccontarvi...
Per mesi nei supermercati il normale assortimento di carni viene spazzato via da una varietà di filetti, insaccati, hamburger, pollame, bistecche tutti rigorosamente marinati in salse e condimenti e pronti da grigliare.
Anche il reparto verdure viene rivoluzionato e per qualche mese si possono pure trovare delle zucchine e delle melanzane decenti (rigorosamente da grigliare), oltre a peperoni, pannocchie, porro e altri ortaggi che si trovano durante tutto l'anno ma che per l'occasione vanno grigliati.
L'euforia continua con utensili, carbonella, accenditori, oli aromatizzati, salse, ricettari, posate & stoviglie e - ovviamente - griglie (compresa la versione usa-e-getta dell'engångsgrill).

Come vi ha già anticipato Ilaria nel suo precedente post, quest'anno abbiamo ceduto alla tentazione e ci siamo adeguati alla tradizione locale... o meglio abbiamo deciso di provarci.
Ci sono fondamentalmente 2 metodi per grigliare (grilla in svedese): il più semplice è quello di sfruttare una delle innumerevoli aree attrezzate che si trovano in tutti i boschi, i parchi e gli spazi pubblici del regno; un po' di carbonella o qualche legnetto raccolto sul posto per fare le braci e poi via a cuocere wurtstel e hamburger! Con ketchup, pane e un bel thermos di caffè si può fare un pranzo anche in pieno inverno mentre si è fuori nella neve.
La seconda alternativa, più casalinga, è il barbecue, sullo stile americano. Qui le possibilità culinarie si moltiplicano (e la tecnica richiesta aumenta di pari passo)...
Non volendo strafare, da grigliaro alle prime armi, ho pensato di non prendere un barbecue semi professionale (il solito Weber) ma ho preferito dimezzare il budget puntando sull'immancabile replica cinese (... tanto poi escono dalla stessa fabbrica), così mi sono ritrovato con tutto l'harware montato e senza uno straccio di suggerimento per come usarlo. Istruzioni di montaggio, certificato garanzia e basta.
Nell'era della griglia 2.0 ovviamente il passo successivo è stato Pinterest, YouTube e compagnia bella... per scoprire ovviamente che per accendere facilmente la carbonella si usa l'aggeggino della Weber. Tié!
Una rapida infarinatura sui metodi di cottura con il barbecue, una ricerca approfondita per capire cosa farmene delle prese d'aria regolabili e finalmente mi sono buttato.
Dopo aver bestemmiato un po' per far prendere la carbonella (stando attento a non fare troppo fumo per non dare nell'occhio ai condomini o beccarmi una denuncia dei pompieri) il barbecue si è in qualche modo scaldato (anche se non ai livelli descritti nei video) e il filettone di manzo si è cotto a fuoco bello lento. Primo tentativo: riuscito (della serie: "plui cûl che sintimént").
A cadenza più o meno settimanale ho poi fatto un altro paio di esperimenti (usando però l'apposito olio per accendere il carbone), aumentando la dose di carbonella e raggiungendo temperature via via più alte...in uno dei due casi il risultato finale è stato parzialmente inficiato dalla marinatura industriale del filetto di maiale (d'ora in poi solo carne al naturale!!), ma non posso comunque lamentarmi.

Se il tempo continua ad essere meraviglioso come in questi giorni, mi aspetta una lunga estate in terrazza per perfezionare la tecnica e scoprire tutti i segreti del mestiere (... in barba alla gastrite)

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