domenica 7 dicembre 2014

In onda!

Stamattina ci siamo svegliati un pelino più presto del solito per un'occasione particolare: Ilaria è stata intervistata dal programma Ovunque6 di Radio 2!

... oggi la trasmissione si occupava dell'educazione dei bambini (in particolare a riguardo delle differenze di genere), la telefonata inizia verso l'ottavo minuto.
Se il podcast non funziona potete scaricare l'MP3.

Buon ascolto!!

venerdì 19 settembre 2014

Piccole sorprese di inizio scuola

In questi giorni in Italia si ritorna a scuola. Qui in Svezia la scuola è ricominciata già da un mese e, benché sia il nostro quarto anno scolastico qui al nord, abbiamo avuto qualche nuova sorpresa.

Settimana 1: al posto della ginnastica, i bambini vanno in piscina, sia la prima di Bianca che la quarta di Francesco. Qui a Söderköping c'è solo la piscina all'aperto, ma naturalmente si fa lezione di nuoto indipendentemente dalla temperatura esterna e dalle condizioni meteo. Ovvero anche con 12 gradi o con la pioggia. Ma fin qui niente di nuovo. Quello che ci ha stupito è stato che abbiamo ricevuto una mail dalla maestra di ginnastica che ci comunicava che Francesco aveva bisogno di più allenamento nel nuoto. "Quindi, se per voi va bene, porterò Francesco assieme ad altri compagni in piscina 3 volte a settimana, in orario scolastico." Risultato: per tre settimane Francesco è andato in piscina 5 volte a settimana, in modo da poter raggiungere l'obiettivo previsto per i bambini della sua età, saper nuotare per 200 m, 150 m a rana e 50 m a dorso.

Settimana 2: Bianca (classe prima) ci comunica tutta soddisfatta che farà la rappresentante di classe e quindi parteciperà alle riunioni mensili dell'elevråd, il consiglio degli studenti. Due studenti per classe, dalla prima alla sesta, si riuniscono ogni mese per discutere questioni riguardanti la scuola. Vi partecipa anche una maestra "perché altrimenti scoppierebbe la terza guerra mondiale", per dirla con le parole di Bianca. Quindi i bambini già a sette anni imparano a discutere e a partecipare alle decisioni. Ad esempio durante il primo incontro i bambini dovevano definire in quali luoghi a scuola si sentivano sicuri e in quali no.

Settimana 3: si avvicinano le elezioni politiche e amministrative in Svezia (sì, tutte assieme, ogni 4 anni, così è più pratico, si risparmia e si evita di essere sempre in campagna elettorale... geniale, vero?). A scuola si parla di politica. Ma non certo di partiti. Si parla dell'importanza della democrazia, della differenza tra democrazia e dittatura, dei processi elettorali. La democrazia viene davvero insegnata a scuola. Il fatto che le decisioni della maggioranza debbano essere rispettate è un concetto su cui gli insegnanti insistono in continuazione. Si vota per tutto a scuola, anche per decidere da quale classe sia ragionevole avere un fidanzato a scuola. (Secondo la maggioranza in classe di Bianca, dalla quinta.)

Settimana 4: Francesco deve fare i compiti di inglese. Niente libri e pochi quaderni, quasi tutto online. Sul sito del libro di inglese si accede con il proprio username e la password e si trova il messaggio della maestra con l'indicazione delle unità da fare per la settimana successiva.

Quali sono allora gli effetti di questo sistema scolastico? Non buoni, a giudicare dagli ultimi risultati del PISA, il test che ha valutato oltre 500.000 ragazzi di 15 anni in matematica, scienze e lettura: la Svezia è scesa al 38 posto tra i paesi dell'OCSE. Allo stesso tempo però è uno dei Paesi con il tasso di abbandono scolastico minore, inferiore al 10%, contro il 14% europeo e il 20% italiano.

Sicuramente però si ottengono risultati migliori nel campo della democrazia e della partecipazione alla vita politica visto che c'è stato l'85% di affluenza alle urne alle ultime elezioni.

Se dimentichiamo numeri e statistiche e ci basiamo solo sulla nostra (limitata) esperienza della scuola svedese, possiamo dire che i bambini avrebbero decisamente bisogno di più esercizio in matematica e in scrittura. Vanno bene gli obiettivi in nuoto, ma a volte sembrano più sfidanti degli obiettivi in matematica. E ben vengano i compiti online, ma per imparare a scrivere esiste solo un metodo: allenarsi. E questo, i bambini svedesi, lo fanno poco.

In quattro anni ci siamo accorti che ci sono molte sfumature nella formazione. Ad esempio il lavoro manuale ha ancora un grandissimo valore qui in Svezia: sono previste lezioni per la lavorazione del legno, del metallo e per il cucito nel normale programma scolastico a partire dalla seconda. Francesco sa usare pialla, martello, ago e filo. Nella matematica viene considerato fondamentale saper spiegare con che ragionamento si è risolto un problema, non solo fornire un risultato.

Difficile dare un giudizio definitivo, quindi. Dopo i risultati del PISA, però, la scuola è diventata uno degli argomenti più discussi e sviscerati da politici, esperti e giornalisti. Speriamo che tutto questo parlare e analizzare si concretizzi in proposte che possano davvero tornare a rendere i ragazzi svedesi competitivi anche a livello internazionale. Anche perché ai primi posti delle classifiche OCSE ci sono (inutile dirlo) Shanghai, Hong Kong, Taiwan e Giappone. E la vicina Finlandia è al quinto posto per scienza e lettura, dopo aver copiato il metodo scolastico svedese di dieci anni fa...

sabato 16 agosto 2014

La lunga estate calda

Si potrebbe dire che, quando non sappiamo cosa scrivere sul blog, parliamo del tempo, ma effettivamente quest'estate ci ha dato molti argomenti di conversazione. Il fatto è che... faceva CALDO! Ma il caldo quello vero, quello bello, quello (quasi) italiano.

Le nostre vacanze sono iniziate presto, quest'anno. Siamo partiti appena finita scuola, a metà giugno, in macchina, diretti verso il Friuli. Ne abbiamo approfittato per fare qualche sosta durante il tragitto e per vedere qualcosa dello Skåne, nel sud della Svezia, Legoland (tappa obbligata soprattutto per Francesco) e poi in Germania Amburgo e Lubecca al nord, Monaco e Dachau al sud. Tempo abbastanza bello, non troppo caldo, un po' di pioggia... estate nordeuropea insomma.

In Italia abbiamo trovato un tempo variabile, più primaverile che estivo, per un paio di settimane. Ma nel frattempo qui al nord c'erano sì e no 20 gradi, e pioggia. Niente che ci invogliasse a tornare, insomma. Poi verso metà luglio io e Alberto ci siamo finalmente decisi a tornare su: in Friuli faceva finalmente caldo ma ci avevano detto che neanche in Svezia era così male. Così abbiamo caricato in macchina tutto quello che gli emigranti sono soliti portare al seguito quando hanno una macchina a disposizione (ovvero vino, olio, chinotto, riso, polpa di pomodoro e altri beni di prima necessità), abbiamo lasciato i bambini alle cure di nonni e zii e siamo ripartiti verso nord.

All'arrivo qui a Söderköping abbiamo avuto la vera sorpresa: quasi 30 gradi, caldo e sole. Occasione imperdibile! Abbiamo portato le valigie in casa, preso le bici e siamo andati in piscina: ce n'è una all'aperto proprio a due passi da qui ma non ci andiamo così spesso dato che non sempre l'estate lo permette (ad esempio, date un'occhiata a com'era la situazione un paio di anni fa).

Gli svedesi ci hanno insegnato a cogliere tutti gli attimi di bel tempo, perché potrebbero non durare (e generalmente non lo fanno), quindi se c'e' sole e fa caldo, via, fuori, per goderne ogni singolo minuto. Ma questa volta ci sono state almeno due settimane di bel tempo stabile e caldo!





Così ne abbiamo approfittato e nei giorni successivi siamo andati al lago e al mare, per scoprire che c'era più gente che a Lignano e che l'acqua era calda (e quando dico "mare" intendo "mar Baltico").


Sicuramente non si pensa al mare e alla spiaggia quando si parla di Svezia, eppure dovunque c'è acqua ci sono spiaggette o radure dove è possibile prendere il sole e fare il bagno. Ci sono innumerevoli laghi e laghetti (circa 100.000, di tutte le dimensione) senza contare i fiordi e gli angoli in cui il mare si infila per qualche chilometro dentro la terraferma.
È vero però che ci sono stati anche degli effetti indesiderati. Il mar Baltico ha raggiunto temperature più alte del solito e questo ha permesso lo sviluppo di alghe, alcune delle quali tossiche. Poi è stato molto più secco del solito e qui non ci sono impianti di irrigazione.

Inoltre gli svedesi non sono abituati a temperature così alte, molti dei nostri amici e colleghi hanno sofferto il caldo. Del resto le case non hanno (ovviamente) l'aria condizionata, ma nemmeno scuretti o persiane, quindi è difficile mantenerle fresche.

Ma soprattutto è una questione culturale. Il clima condiziona enormemente abitudini e modi di vita. I negozi in Svezia sono aperti a ora di pranzo ma chiudono alle 18, mentre in Italia chiudono nelle ore più calde. I bambini qui escono soprattutto subito dopo pranzo e rientrano in casa alle cinque, per poi cenare. In Italia li mandiamo a dormire o a riposare nel primo pomeriggio e non ceniamo mai prima delle otto di sera, specialmente d'estate. Ma non bastano due settimane di caldo per cambiare orari, quindi l'esodo dalle spiaggette qui iniziava verso le 16. Col risultato che, un'ora dopo, c'erano solo immigrati sulle rive dei laghi a godersi le temperature migliori fino alle sette o alle otto di sera. E col risultato che molti svedesi continuavano a dire che faceva TROPPO caldo!

Noi ci siamo goduti quest'estate a sorpresa, la possibilità di uscire in canottiera e sandali, senza dover portare un golfino al seguito nemmeno alle otto di sera. Un vero lusso, una carica per affrontare le giornate che già ora si accorciano e diventano piovose e instabili. Del resto lunedì ricomincia la scuola quindi è ufficialmente autunno.

giovedì 5 giugno 2014

Uppsala 2.0

Approfittando del ponte dell'ascensione, lo scorso fine settimana abbiamo fatto i bagagli e siamo partiti alla volta di Uppsala che si trova a 3 ore di macchina a nord di Söderköping ed è un posto a cui sono molto legato.
Nel lontano '97 infatti ci ho passato sei bellissimi mesi in qualità di studente Erasmus, e senza questa esperienza forse non ci saremmo buttati a capofitto in questa seconda avventura svedese...
 

Dopo una breve sosta nel '99 durante un giro in IterRail, non avevo più messo piede in città ed è stato un po' surreale tornarci e ricordarsi posti e strade mano a mano che ci avvicinavamo alla meta.
Siccome il tempo non era eccezionale il primo giorno siamo rimasti al chiuso visitando Biotopia, un piccolo museo scientifico per bambini a quattro passi dal mio vecchio appartamento di Rackarbergsgatan...

Poi abbiamo testato la sauna dell'albergo e siamo usciti belli rilassati per cena in un ottimo ristorante in centro (mai mangiato così bene in terra svedese!)

Visto che il sole tramontava verso le 22, dopo cena abbiamo avuto tutto il tempo di fare una bella passeggiata lungo il fiume Fyris

 ... e verso la cattedrale, da secoli fulcro della Chiesa Svedese

Nei paraggi del castello c'è ancora la deliziosa saletta cinematografica frequentata dal giovanissimo Ingmar Bergman (una perla, rarissima nell'epoca dei multisala).

Sabato mattina (dopo l'immancabile Super Colazione) il tempo era ancora instabile, così abbiamo puntato ad una visita alla cattedrale
con tanto di Kollektomat, in cui via carta di credito e touchscreen i fedeli possono comodamente destinare le loro offerte alle attività della Svenska Kyrka

Di fronte alla cattedrale sorge il Gustavianum, forse il museo più importante della città, che contiene numerosi reperti archeologici provenienti dall'università

 ed al cui centro si erige l'antico teatro anatomico

Tra i vari reperti in esposizione, Ciccio ha particolarmente apprezzato l'Augsburgska konstskåpet (se siete curiosi potete visitarlo online qui!)

Fuori dal museo, mentre il tempo stava progressivamente migliorando, ecco una decina di pietre runiche tra i fiori di lillà.

Per arrivare al rettorato dell'Università

e al castello, che sorge a qualche centinaio di metri.

Oltre a Celsius, un posto d'onore tra i vari notabili della città accademica spetta sicuramente a Linneo a cui è dedicato questo busto nello splendido giardino botanico

Nella serata di sabato abbiamo poi fatto un salto alla V-Dala, la mia "confraternita" ai tempi dell'università; l'idea iniziale era di cenare nel ristorante sul tetto dell'edificio disegnato da Alvar Aalto... solo che non avevo fatto i conti con il fatto che solo gli studenti hanno accesso!!
:-/


Domenica, ultimo giorno. Il tempo è finalmente migliorato (per una volta il vituperato SMHI ha azzeccato le previsioni! :-)
Usciti dall'albergo abbiamo fatto un salto Polacksbacken, sede del polo universitario scientifico, dove tutto è rimasto pressoché immutato

e poi siamo andati a Nord, nel sito archeologico di Gamla Uppsala (la vecchia città)
Le tre colline che si vedono nella foto sono le più grandi delle centinaia di tombe di età pre-vichinga che caratterizzano il sito.

Alla fine del periodo pagano poi è stata eretta una delle chiese più importanti del cristianesimo nordico... con un po' di fantasia si potrebbe paragonare il complesso ad Aquileia.
Bellissimo l'adiacente museo, nuovo e ben organizzato, in cui tra le altre cose, ci si può travestire da piccoli vichinghi
  
E`stata una bella vacanza per tutta la famiglia... Uppsala è un città molto carina in cui si respira molto l'atmosfera universitaria e non mancano gli spazi per i bambini.

La cosa che mi ha colpito di più però è come cambia la percezione di una città a seconda dei punti di vista: negli anni '90 giravo solo in bici frequentando quasi esclusivamente gli ambienti degli studenti, in sei mesi non sono mai stato in un vero ristorante, non ho visitato i musei o il parco botanico, non ho fatto nemmeno grandi passeggiate nei parchi (anche perché in autunno/inverno si stava meglio in casa) o girato per i quartieri più lontani dal mio.
Stavolta ci siamo mossi da turisti ed ho avuto modo di fare esperienze completamente diverse, vedendo la città da tutt'altra prospettiva e senza farmi prendere troppo dai rimpianti (grazie anche all'ottima compagnia!)

mercoledì 16 aprile 2014

Si va al cinema!!

Approfittando della presenza di una baby sitter (grazie Nonna Renata!), qualche giorno fa io e Ilaria siamo finalmente riusciti a concederci una serata in libertà; così dopo tempo immemore abbiamo finalmente potuto andare al cinema!
In questi quasi tre anni ci era già capitato una manciata di volte, ma o si va a vedere un film di animazione con i bambini o si finisce per optare per una produzione americana (se ricordo bene l'ultimo che abbiamo visto era Django unchained ... tanto per darvi un'idea di quanto spesso accada...).
Stavolta abbiamo deciso di fare gli sboroni ed abbiamo visto il nostro primo film svedese!
Trattasi di Hundraåringen som klev ut genom fönstret och försvann (Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve), campione di incassi (è fuori da Natale!) tratto dall'omonimo best seller di Jonas Jonasson.
C'é da dire che Ilaria si era giá letta il libro in svedese (ci ha messo qualche bel mese), ma comunque trovarsi in sala senza l'ausilio dei sottotitoli (che sfruttiamo alla grande guardando la tv) e seguire i dialoghi non è stato facile.
La storia è divertente e leggera, per cui non era indispensabile cogliere ogni singola battuta (per fortuna... perchè la voce narrante del centenario era difficile da decifrare); io che non avevo letto il libro non avevo nemmeno la preoccupazione di fare paralleli tra l'originale e la riduzione cinematografica. Alla fine posso dire che l'esperimento è riuscito (e consigliarvi libro e film se vi capitano a tiro)!
Mentre eravamo in sala abbiamo notato come noi ridessimo spesso in controfase rispetto agli svedesi: mentre noi trovavamo divertenti alcune scene sulla "svedesità", loro si sbellicavano su altre situazioni - cogliendo probabilmente battute che noi non abbiamo capito.

Alcune note a margine sul tema "andare al cinema in Svezia"...
Innanzitutto costa un botto! al punto che l'ultima volta che ci siamo andati in Italia (al Centrale, per chi ci legge dal Friuli) quando la cassiera mi ha detto 14€ (7+7) io gliene ho dati 28 (14+14, pensando che si riferisse al costo del biglietto singolo) e lei mi ha preso per scemo.
Anche qui si va di Multisala alla grande... a parte le salette di periferia (ad esempio anche a Söderköping proiettano quelche seconda visione) tutto è in mano al monopolio-di-fatto della Svensk Filmindustri, con un taglio molto commerciale ed omologato a quello che trovate anche voi nei multisala italiani (popcorn e pubblicità inclusi).
SF ha un ruolo importante anche nella produzione di nuovi film (tutto Bergman ad esempio) ed è onnipresente, pur essendo sempre stata un'azienda privata. Un po' noioso, non trovate?
Anche se andate al cinema relativamente presto (siamo usciti dalla sala alle 20.40), una volta usciti non sognatevi di andare a cercare un locale qualsiasi per una pizza o qualcos'altro di veloce, soprattutto di domenica sera!  Praticamente tutto chiude alle 21 - se non prima - ad eccezione di Mc Donald, Burger King e i grigliari siriani che ci hanno gentilmente accolto :-)

domenica 12 gennaio 2014

Julkalendern

Ieri abbiamo smantellato stelle dell'avvento, albero di Natale e decorazioni, i bambini hanno ricevuto la loro ultima (si spera) dose di caramelle da un Babbo Natale tardivo e finalmente sembra che sia arrivato anche il freddo.
È stato un Natale speciale per noi, il primo passato in Svezia, ma non abbiamo sentito la mancanza dell'Italia, grazie a nonni, zii e parenti vari che si sono alternati da noi durante tutto il periodo delle ferie. Il nostro "grazie" va soprattutto a loro, che non ci hanno fatto mancare il calore della famiglia, le chiacchiere e le serate insieme (oltre a una serie incredibile di formaggi e salsicce! :-)

Vorrei aprire il 2014 con un piccolo foto-riassunto degli eventi che ci hanno coinvolti nell'ultimo mese, una specie di tardivo calendario dell'avvento (julkalender) per salutare tutti voi ed augurarvi buon anno...


Partiamo da poco più di un mese fa con la laurea di mia sorella Rosa... l'ultima dottoressa in casa Savani!
(... e adesso, se qualcuno di voi ha bisogno di una laureata in matematica, mandateci una mail :-) 

Praticamente in contemporanea, anche quest'anno si è festeggiata alla grande S. Lucia in Svezia, con i tradizionali canti, processioni e dolcetti.

Qualche giorno dopo - mentre Francesco era a casa con la febbre col nostro baby-sitter di fiducia (grazie Giovanni!) -  ci siamo goduti lo spettacolino di Natale della classe di Bianca

Fortunatamente Francesco è guarito giusto in tempo per esibirsi assieme ad Ilaria per i concerti natalizi (con tanto di orchestra ad accompagnarli!!)

Vigilia di Natale: mentre gli svedesi stavano praticamente finendo i loro festeggiamenti, i nostri giovani si preparavano a cominciare la festa.
Purtroppo dalla foto non potete sentire il profumo di cannella proveniente dai biscotti appesi al nostro albero...

Eccoci all'ormai tradizionale pranzo di Natale all'SMHI con tutti gli Italienare immigrati in Östergötland negli ultimi anni (+ qualche amico e parente).

Tanto per non farci sentire troppo soli durante le feste, nonni e zii sono venuti a trovarci!

Che Capodanno è senza una bisca e senza il Concerto di Vienna??

Un giretto a Stoccolma prima di salutarci (notare il clima autunnale)

C'è chi dovrà fare un po' di strada in più per tornare fino agli Urali...

Ma non c'è nemmeno il tempo di salutare la prima ondata di visitatori che arrivano altri nonni e zii!
Prima siamo andati a visitare il museo cittadino di Linköping, dove c'è un po' di tutto, dalla storia medievale a quella dell'informatica

Poi abbiamo approfittato di una bella giornata di sole per un giro nell'arcipelago di Sankt Anna.

Dulcis in fundo: oggi si è aperta ufficialmente la stagione degli slittini... era ora!!