venerdì 19 settembre 2014

Piccole sorprese di inizio scuola

In questi giorni in Italia si ritorna a scuola. Qui in Svezia la scuola è ricominciata già da un mese e, benché sia il nostro quarto anno scolastico qui al nord, abbiamo avuto qualche nuova sorpresa.

Settimana 1: al posto della ginnastica, i bambini vanno in piscina, sia la prima di Bianca che la quarta di Francesco. Qui a Söderköping c'è solo la piscina all'aperto, ma naturalmente si fa lezione di nuoto indipendentemente dalla temperatura esterna e dalle condizioni meteo. Ovvero anche con 12 gradi o con la pioggia. Ma fin qui niente di nuovo. Quello che ci ha stupito è stato che abbiamo ricevuto una mail dalla maestra di ginnastica che ci comunicava che Francesco aveva bisogno di più allenamento nel nuoto. "Quindi, se per voi va bene, porterò Francesco assieme ad altri compagni in piscina 3 volte a settimana, in orario scolastico." Risultato: per tre settimane Francesco è andato in piscina 5 volte a settimana, in modo da poter raggiungere l'obiettivo previsto per i bambini della sua età, saper nuotare per 200 m, 150 m a rana e 50 m a dorso.

Settimana 2: Bianca (classe prima) ci comunica tutta soddisfatta che farà la rappresentante di classe e quindi parteciperà alle riunioni mensili dell'elevråd, il consiglio degli studenti. Due studenti per classe, dalla prima alla sesta, si riuniscono ogni mese per discutere questioni riguardanti la scuola. Vi partecipa anche una maestra "perché altrimenti scoppierebbe la terza guerra mondiale", per dirla con le parole di Bianca. Quindi i bambini già a sette anni imparano a discutere e a partecipare alle decisioni. Ad esempio durante il primo incontro i bambini dovevano definire in quali luoghi a scuola si sentivano sicuri e in quali no.

Settimana 3: si avvicinano le elezioni politiche e amministrative in Svezia (sì, tutte assieme, ogni 4 anni, così è più pratico, si risparmia e si evita di essere sempre in campagna elettorale... geniale, vero?). A scuola si parla di politica. Ma non certo di partiti. Si parla dell'importanza della democrazia, della differenza tra democrazia e dittatura, dei processi elettorali. La democrazia viene davvero insegnata a scuola. Il fatto che le decisioni della maggioranza debbano essere rispettate è un concetto su cui gli insegnanti insistono in continuazione. Si vota per tutto a scuola, anche per decidere da quale classe sia ragionevole avere un fidanzato a scuola. (Secondo la maggioranza in classe di Bianca, dalla quinta.)

Settimana 4: Francesco deve fare i compiti di inglese. Niente libri e pochi quaderni, quasi tutto online. Sul sito del libro di inglese si accede con il proprio username e la password e si trova il messaggio della maestra con l'indicazione delle unità da fare per la settimana successiva.

Quali sono allora gli effetti di questo sistema scolastico? Non buoni, a giudicare dagli ultimi risultati del PISA, il test che ha valutato oltre 500.000 ragazzi di 15 anni in matematica, scienze e lettura: la Svezia è scesa al 38 posto tra i paesi dell'OCSE. Allo stesso tempo però è uno dei Paesi con il tasso di abbandono scolastico minore, inferiore al 10%, contro il 14% europeo e il 20% italiano.

Sicuramente però si ottengono risultati migliori nel campo della democrazia e della partecipazione alla vita politica visto che c'è stato l'85% di affluenza alle urne alle ultime elezioni.

Se dimentichiamo numeri e statistiche e ci basiamo solo sulla nostra (limitata) esperienza della scuola svedese, possiamo dire che i bambini avrebbero decisamente bisogno di più esercizio in matematica e in scrittura. Vanno bene gli obiettivi in nuoto, ma a volte sembrano più sfidanti degli obiettivi in matematica. E ben vengano i compiti online, ma per imparare a scrivere esiste solo un metodo: allenarsi. E questo, i bambini svedesi, lo fanno poco.

In quattro anni ci siamo accorti che ci sono molte sfumature nella formazione. Ad esempio il lavoro manuale ha ancora un grandissimo valore qui in Svezia: sono previste lezioni per la lavorazione del legno, del metallo e per il cucito nel normale programma scolastico a partire dalla seconda. Francesco sa usare pialla, martello, ago e filo. Nella matematica viene considerato fondamentale saper spiegare con che ragionamento si è risolto un problema, non solo fornire un risultato.

Difficile dare un giudizio definitivo, quindi. Dopo i risultati del PISA, però, la scuola è diventata uno degli argomenti più discussi e sviscerati da politici, esperti e giornalisti. Speriamo che tutto questo parlare e analizzare si concretizzi in proposte che possano davvero tornare a rendere i ragazzi svedesi competitivi anche a livello internazionale. Anche perché ai primi posti delle classifiche OCSE ci sono (inutile dirlo) Shanghai, Hong Kong, Taiwan e Giappone. E la vicina Finlandia è al quinto posto per scienza e lettura, dopo aver copiato il metodo scolastico svedese di dieci anni fa...

1 commento:

  1. In ogni caso anche l'Italia non brilla certo nel PISA, e almeno in Svezia i ragazzi imparano l uso di ago e filo o di accetta e martello!
    Viva Bianca rappresentante di classe! Ce la immaginiamo la morissima italiana a discutere in perfetto svedese.
    Un abbraccio dalle vostre affezionate lettrici
    Stef e Silvia

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